Flame Parade: A new Home

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Flame Parade: A new Home

Se qualcuno vi chiedesse, cos'è l'amore? Sapreste rispondere?
Io non saprei dare una definizione corretta e quindi mi sono dovuto affidare al dizionario che riporta:
Dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva ed intuitiva fra persone, volta ad assicurare reciproca felicità.
Ed è proprio questo che ho percepito durante la presentazione del disco "a new home" dei Flame Parade.
Per la prima volta ho visto sul palco una band corretta ed equlibrata.
Se il basso e la batteria non hanno sbagliato una battuta, ed il tocco di King of the Opera (anche produttore del disco) 
non è stato troppo invadente, la vera rivelazione ieri sera è stata Letizia Bonchi (rigorosa in tubino nero), e rigorosa 
fra violino e tastiera. Voce e prima chitarra pulita e ben scandita.
I 40 minuti circa di concerto hanno portato gli spettatori "attraverso lo specchio", grazie anche alle proiezioni  di Pierfrancesco Bigazzi.




La  versione live di "Surrender", è una ballad antica e rarefatta, quasi come se La genesi fosse stata messa in musica, 
mentre il semi-spiritual di "as above, so below
potrebbe benissimo essere la trasposizione musicale de "la bibbia al neon" di John Kennedy Toole.

A new home più che un disco è un tonico artigianale, un liquore cento erbe da assaporare in ogni momento della giornata.
DOVETE ascoltare e comprare questo disco, per voi stessi più che per fare un favore alla band. Vogliatevi bene.
Loro ad esempio di bene se vogliano, eh hanno un potenziale immenso.
Anche se ancora non lo sanno.

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