- The Clouds -

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- The Clouds -




Nel 1962 Bob Dylan crea The Freewheelin e la musica non sara' piu' la solita. Ha venti anni.

I Finley a 24 anni hanno dato alle stampe l'inutile album "tutto è possibile", e niente, la musica è rimasta la solita.

Quello che non vorrei è che i The Clouds possano un giorno diventare "fumo e cenere" , e per ora sono ben lontani da ciò.

Questo per dire che fra un estremo e l'altro c'è un abisso di vie di mezzo interessanti


Li ho sentiti per caso la settimana scorsa in aperura dei Flame Parade (qui il mio punto di vista), e c'era un qualcosa. di stimolante.

Se tralascio l'apertura con la cover "Funk my life up" di Paolo Nutini, che è stata completamente destrutturata,

mi verrebbe da scrivere subito della loro "outside the box", dove complice il terzo negroni esclamo ad una mia amica: senti Hozier alla voce e Ray Manzarek alle tastiere...., e questo pensiero mi assilera'
per tutta la serata complice il quarto negroni.
Se dovessi pensare solo che le tastiere sono perfette,
che la chitarra è virtuosa, epilettica ma anche ritmica come un giro di danza a passo di carillon,
che il basso strizza l'occhio ai Metallica senza essere metallico, e che la batteria omaggia scandendo il tempo
(interiore e non) lo Stweart Copeland de "la notte della taranta", penserei di aver trovato un gruppo che fra sei anni
potrebbe essere abbastanza, pero'....
Pero' l'identita' è la cosa piu' importante per un gruppo, è un marchio a ferro e fuoco che si imprime, è un savoir faire che strega il pubblico,
e i The Clouds ancora questa identità, questo filo rosso che lega come un patto al Diavolo, non lo ha, e lo si percepisce.

Ma hanno ancora tempo per stringere un patto col Diavolo.

Marino Vizza

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